Un giorno, la smetto, giuro

“Un giorno, forse domani, la smetto, giuro che la smetto!”

L’avranno detto un po’ tutti questa frase. I tossici, i giocatori d’azzardo, i fumatori, gli etilisti, i linotipisti, i rugbisti… già anche i rugbisti.. si dice che una volta che si diviene rugbisti lo si rimane per tutta una vita.. eppure…

Vostro Onore, io ci avevo provato! E ce l’avevo fatta, altro che recidiva. Mai più dolori lancinanti, mai più ginocchia insanguinate che fanno attaccare i pantaloni alla ferita e i colleghi che non capiscono a lavoro che sbalorditi affermano “Ma che hai fatto alle ginocchia?” Mai più ingressi in ufficio con la schiena china e i passi brevi.

Vostro Onore, avevo scoperto la bellezza delle domeniche senza impegni, l’astinenza da cessi maleodoranti, spogliatoi che sanno di maschio all’inverosimile, avevo dimenticato finanche le sbronze incredibili dopo una partita, quelle che ‘mi fa male tutto! Bevici su’ e tu segui ciecamente il tuo compagno di squadra nel consiglio, alla stregua di quello che fai in campo.

Insomma Vostro Onore, ce l’avevo fatta! Mai più terra dentro casa, sabbia nelle orecchie, dolori e tutto quello a cui ho fatto riferimento.. “

Giudice: “Signore, abbiamo capito, inutile dilungarsi. Ci dica piuttosto PERCHE’ ha ricominciato”

“Ma perché, Vostro Onore, la palla ovale, che rimbalza maldestra, strana, storta, imprevedibile, come la vita, è la vita essa stessa. E, il sillogismo mi sembra piuttosto stringente, senza vita non si vive.”

Giudice: “Si spieghi meglio!”

“A quel dolore ti ci affezioni’, lo ha detto qualche mese fa Pablo Matera in una bella intervista a non ricordo più quale giornale inglese, diventa parte di te, ti manca. Ed ecco tutto mi mancava. Andavo si a vedere le partite, guardavo quel che potevo in televisione, ma si sa, l’esperienza diretta è ben altra cosa.

Ma c’è di più! Noi, rugbisti senza fisico, atleti senza essere atleti, maldestri come un rimbalzo ovale, portiamo dentro di noi, viviamo una serie di emozioni e valori, abitudini e comportamenti individuali e collettivi dai quali è difficile, difficilissimo prescindere.

E poi sa, il rugby è una nazione essa stessa, un’appartenenza, un rifugio sicuro. Sa, ho girato un po’, città diverse, lavori diversi, ambienti diversi. Ma se tu porti con te l’umiltà e un po’ di coraggio, in ogni campo di allenamento troverai dei compatrioti, tutti pronti ad accoglierti.

E poi, l’avevo giurato, ad un funerale, sa, in un campo. Tornerò a giocare, a provare quell’emozioni, mi ero detto.

Ma soprattutto poi, I Rino che sta per Rinoceronti. Cosa sono i Rino. Sarebbe banale dire una squadra, sarebbe forse patetico e limitativo dire una famiglia, “Non siamo manco più una squadra, ecco, oramai siamo diventati un movimento” dice Dragos, instancabile Rinoallenatore.

Ecco un movimento, la dinamica è importante, se siamo UN movimento siamo anche IN movimento, andiamo da qualche parte, non solo a Rovato a Como o a Roma per giocare una partita, ma andiamo verso la diffusione dei valori, dello spirito del rugby. E andiamo a creare e diffondere amicizia, voglia di stare insieme, divertimento, ricchezza d’animo e solidarietà.

Gliela devo dire tutta, Vostro Onore, non ero proprio convinto di ricominciare. La legge morale dentro di me lo diceva “Ritorna a giocare a rugby, lo hai promesso!” Ma poi insomma, tra il dire e il fare non c’è solo “e” e “il”, ma anche esitazione, paura, un briciolo di timidezza e quindi il cielo stellato sopra di me non era proprio del tutto favorevole.

E poi via, una sera vado a fare allenamento. E mi innamoro dei Rino. Sono tanti, tantissimi. Faccio fatica ancora oggi a ricordarne i nomi, vado avanti a facce, sorrisi, soprannomi. C’è questo gruppo di amici, ma forse anche dire amici è limitativo, l’amicizia anche nelle sue profondità più abissali è fine a se stessa, qui siamo sodali e solidali, compagni perché condividiamo il pane e quindi tutto quello che c’è da condividere e andiamo in movimento.

Dico una cazzata Vostro Onore, un mio amico in un libro bello bello sul rugby (Fabio Malvaso Filosofia del Rugby, Il Melangolo, Genova 2022) nell’introduzione ha scritto che chi gioca a rugby crede che la vita non sia solo un aggregazione di molecole, che noi non siamo solo materia, ma spirito, anche, tuttavia, purtuttavia e che cerchiamo di creare valore, siamo in movimento verso il valore e il valore, si sa, è virtù e
Ἀρετὴ τιμὴν φέρει , indubbiamente lo ricorda Eraclito, la Virtù porta onore. E quindi il nostro movimento va verso l’onore.

Vostro Onore, si è vero, siamo noi che torniamo sbronzi da una serata, guasconi e ridenti, goliardici e divertiti. Ma Vostro Onore, l’ha visto questo mondo? Tra un instagram e un tiktok, allucinazioni mediatiche, ipnosi collettiva, noi ci distinguiamo siamo vita e siamo movimento. Celebriamo lo stare insieme per fare e nel fare. Nei Rino troverà un amico chi sa comportarsi, chi crede alla vita e di essa ne vuole fare qualcosa, chi tende la mano in un momento di bisogno agli altri, chi non ha paura di affrontare la vita nelle sue sfaccettature e difficoltà, chi sa che da solo non va nessuna parte e negli altri e con gli altri, col rugby come riferimento sa sempre andare avanti, pur passando la palla indietro, come invito a chi è rimasto indietro a venire di nuovo avanti, affianco a noi.

Siamo una squadra Old, vecchietti affetti da vecchiezza, occhi di ragazzi maturati, lo stesso entusiasmo, meraviglia e gioia che prova un bambino la proviamo noi ad azzuffarci e lottare, cadere e rialzarci, siamo avanti con gli anni, sicuramente scarsi, ma ci siamo, stiamo, andiamo, cresciamo e costruiamo un mondo, piccolo, piccolissimo, ma non illusorio e tutto questo perché oltre che a scendere in campo c’è chi si sbatte per organizzare, chi pensa a tutto e lo fa meravigliosamente bene e le nostra speranze e aspirazioni possono così fiorire in un mondo ovale….

Vostro Onore, noi andiamo verso la vita e ci perdoni l’inadeguatezza, abbiamo cominciato o ricominciato e ci lecchiamo le ferite, ma ridiamo e come ci ricorda il nostro Presidente..

Noi, pochi… Noi, felici pochi… Noi, manipolo di fratelli!”

Tratto da “Il Gazzettino degli Amici del Rugby n.14 – Maggio 2023” di Massimo Janigro, The Cardinal, Rinoceronte dal 2022.

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  • Posted Aprile 3, 2024 8:53 am 0Likes
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